Due consensi, non uno

I dati sanitari sono la categoria di dati più protetta dal GDPR (art. 9). Non basta un "sì" a voce in sala d'attesa: serve un consenso scritto, specifico, per quell'uso, su quel canale. Ma c'è un secondo consenso che quasi nessuno raccoglie: quello per la comunicazione della foto a soggetti esterni allo studio.

Cosa succede quando la foto arriva all'agenzia

Se quella foto arriva alla tua agenzia — per essere editata, archiviata, pubblicata — il paziente deve saperlo e autorizzarlo espressamente, per iscritto. E l'agenzia, dal canto suo, va nominata responsabile del trattamento (art. 28 GDPR): un contratto che la vincoli su come custodisce e usa quei dati.

L'errore più comune

Molte agenzie pubblicano prima/dopo con un modulo generico firmato mesi prima, per un altro scopo — e senza nessuna nomina che le autorizzi a trattare quei dati. Se un paziente cambia idea, o qualcosa va storto, quel post diventa una prova contro lo studio. Non contro l'agenzia.

Da Iridens gestiamo ogni asset visivo con un protocollo di consenso verificato dal nostro legale, e firmiamo sempre l'incarico di responsabile del trattamento prima di ricevere qualsiasi immagine.

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